La presenza di precipitati influisce in modo negativo sulla percezione sensoriale del vino; i consumatori richiedono infatti vini limpidi e privi di deposito, fatta eccezione per alcune tipologie di vino affinate per tempi molto lunghi, oppure per vini definiti “naturali” o non filtrati, che possono contenere depositi di diversa origine.
Il mosto contiene una concentrazione elevata di K+ e HT– e il vino può essere una soluzione sovrasatura di KHT anche a temperatura ambiente.
Le precipitazioni cristalline a carico dei sali tartarici, sono causate da cristalli che si formano in due fasi successive e continue. La prima di queste fasi è la nucleazione, che consiste nella formazione di un germe cristallino a cui, successivamente, si uniscono altri ioni, causando l’accrescimento dei cristalli. In questa seconda fase, si richiede una minore quantità di energia rispetto alla prima. La nucleazione, avviene in condizioni di sovrasaturazione o può derivare dall’abbassamento della temperatura. Essa può essere di due tipi:
Una ulteriore differenza si ha nel caso in cui la nucleazione è omogenea (indotta da cristalli aggiunti della stessa specie del sale della soluzione) o eterogenea (in cui è indotta da materiale diverso della specie del sale presente nel liquido). Il processo di accrescimento dei cristalli si basa sulla formazione di aggregati pre-cristallini in funzione della concentrazione degli ioni e della superficie interfacciale. L’accrescimento si ha con il sovrapporsi di ioni nell’interfaccia fino a quando il cristallo supera una certa dimensione e precipita.
Al pH dei vini, l’acido tartarico si trova allo stato salificato nelle forme:
Nei vini, i sali semplici sono dissociati in ioni HT– e T—. Il KHT è solubile in acqua e poco solubile in soluzioni idroalcoliche ed è spesso presente in quantità superiori al limite di solubilità.
Per prevenire le precipitazioni cristalline dovute all’instabilità tartarica possono essere impiegate due differenti tecniche:
Queste tecniche possono essere impiegate sulle diverse tipologie di vino, tnenedo però conto delle differenze di composizione, dello stile di vino ricercato, dei consumi energetici e del carbon footprint che ogni produttore vuole per la propria produzione di vino.